piccola tite
NEL MEZZO DEL CAMMIN DI NOSTRA VITA…

Bresciana, ex agonistica di Pattinaggio Artistico su Ghiaccio, nella squadra di Cortina d’Ampezzo (l’altro polo fino alla maggiore età), mi sono laureata a Verona (ancora un altro polo…) nel 1998 in Lingue e Letterature Straniere (Inglese e Spagnolo), a pieni voti e con una tesi di carattere semiologico con “dignità di pubblicazione”, il cui estratto fece parte dei locali “Quaderni di Lingue” dell’Università.

Seguirono anni di gavetta per la carriera universitaria, con un Dottorato di Ricerca in Letteratura Comparata a Bari (mai diventato un polo vero e proprio d’attrazione), nonché un Master of Arts in Comparative Literature alla UCLA (University of California Los Angeles), dove vissi due anni quasi irreali a Beverly Hills, house-sitting in una villa sui canion che nulla aveva da invidiare a quella vicina di Silvester Stallone.

Nel 1990 era ora di uscire dalla fiaba… e mettere su famiglia, che a tutt’oggi consiste di tre elementi maschili (”alive and kicking” si direbbe oltreoceano), mentre la scintilla era ormai scoppiata per puro caso in terra americana: su invito di amiche emigrate avevo iniziato a frequentare classi di yoga, che in quella sede, tra Madonna e Elle MacPherson, era Iyengar Yoga, anche se allora non avevo la minima idea di cosa significasse.

In Italia, anche se ero a Milano, era un problema trovare un luogo e un maestro per praticare lo yoga: spazi bui e sotterranei, orari serali e atmosfere da setta satanica… tanto valeva guardare vicino a casa. Così ebbi la fortuna di conoscere Angela Devoto e la sua Associazione Danza,Yoga e Ginnastica, in via Leopardi, zona Cadorna, dove iniziai a frequentare assiduamente le sue classi di yoga stile Integrale,o Ananda.

Rispetto a quello di Iyengar, è uno yoga più meditativo, meno ginnico ed è a tutt’oggi il metodo più diffuso in Italia. Nel 1996 altro giro di boa: appena terminata la seconda gravidanza (senza mai smettere di praticare yoga), raccolgo l’opportunità di entrare al corso per insegnanti quadriennale della Federazione Italiana Yoga (ISFIY). Tirocinio e studio intensi, tanti weekend negati a figli, marito, amici, relax….una tesi scritta di notte sul concetto di “Vinyasa come educazione alla progressione nella pratica yogica” e finalmente il giorno del diploma…. a me posticipato perché in debito di qualche ora di lezione obbligatoria, da sopperire con 3 faticosi weekend a Padova. Ma ormai la passione per l’insegnamento si era manifestata ed avevo già da tempo iniziato ad insegnare affiancando Angela in palestra. Inoltre, dopo aver conseguito un diploma CONI come Personal Trainer, mi dedicavo molto a sessioni private di yoga a domicilio, dove acquisii un enorme bagaglio di esperienza.

La mia ricerca in profondità non voleva arrestarsi: misi insieme in una settimana di viaggio in Colorado, sia uno stage di YOGAFIT, sia la frequenza allo YogaJournal Convention, la più completa e grande fiera del mondo yogico che il mondo occidentale conosca.

E’ qui che provai quella tipica sensazione di chi è “nel mezzo del cammin di nostra vita”, per cui sembra che i fili sospesi di una vita improvvisamente rientrino tutti in un disegno preciso, predestinato sin da tempi remoti: mano a mano che incontravo e praticavo con le più grandi personalità dello yoga occidentale, da Patricia Walden a Rodney Yee, da Gabriella Giubilaro a Dona Holleman, mi si dipanava la matassa del metodo che avevo già conosciuto a Los Angeles e che trovo ancora a me il più consono e che fa capo a B.K.S. Iyengar.

Gurujee - come lo chiamano affettuosamente - ha oggi più di ottant’anni, vive e lavora a Bombay dove da più di cinquant’anni tiene classi di yoga per donne, bambini, ammalati…per tutti risulta terapeutico la sua - maniacale, diremmo noi- attenzione all’allineamento del corpo, in ogni suo punto e in qualsiasi posizione nello spazio, nella convinzione che l’equilibrio (”yug” è la radice sanscrita di “unione”) tra fisico e psichico inizi dal corpo, perché lo “Hatha yoga è meditazione in movimento”.

Nel 2006 ho conseguito il certificato per insegnanti presso la scuola Iyengar di Firenze sotto la guida di Gabriella Giubilaro e spesso mi reco in India, a Pune, presso la sede per aggiornamenti con la stessa famiglia Iyengar.

Tuttavia, la mia ricerca non si arresta e va sempre più …profondamente..mentre scopro le enormi potenziali di applicazione delle tecniche yogiche per le attività subacquee: dapprima, prendendo vari brevetti Padi nelle immersioni con le bombole e poi, di recente in quell’essenziale, perfetta forma meditativa che è l’Apnea, senza bombole e anche…senza aria…senza più nulla al di fuori della propria capacità polmonare e…yogica.
Per questo, insieme ad un entusiasta gruppo del Diving della Costa dei Gabbiani all’Isola d’Elba, ad un tuffo dai mitici luoghi di Mayol, ho eletto quel centro il laboratorio di messa in pratica dello yoga “anche senza aria”.

Lo stesso Umberto Pellizzari mi ha incaricato di organizzare la formazione degli istruttori di Apnea Academy per quel che riguarda le posizioni per il potenziamento del respiro.

Da qualche anno ho messo alla prova il mio yoga negli allenamenti della corsa e tra una mezza maratona ed una maratona (quella di New York del 2006) ho elaborato un programma di yoga x correre che mi prodigo a diffondere.